Stefania Loreto

L’Amuleto Tredici

120,00 €

2026
Calcografica da matrice incisa a puntasecca su Tetra Pak
Carta Canson Montval grana fine 300 g/mq
50×35 cm
Edizione limitata: 10

10 disponibili

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Descrizione

Concept

Nella ricca e affascinante tradizione dell’oreficeria abruzzese esiste un gioiello dal valore profondamente simbolico e propiziatorio: l’Amuleto 13. Tipico di storici centri come Scanno, Guardiagrele e Pescocostanzo, questo prezioso manufatto risale probabilmente alla metà del XIX secolo e rappresenta uno degli esempi più emblematici dell’arte apotropaica locale, concepita per proteggere chi la indossa dalle forze avverse e per attirare la buona sorte.  

L’oggetto è caratterizzato da un medaglione centrale recante inciso il numero 13, attorno al quale sono agganciati tredici piccoli ciondoli. Nella sapienza del mondo agro-pastorale, l’atto di indossare un numero tradizionalmente temuto o legato alla scaramanzia permette di ribaltarne la presunta carica negativa, trasformandolo in un potente scudo protettivo contro il male, le invidie e gli influssi malefici. Per questa sua funzione di tutela, la tradizione prevede che l’amuleto venga donato ai bambini e alle bambine ancora in fasce, affinché li accompagni e li custodisca fino all’età adulta.  

I tredici elementi pendenti attingono a un vastissimo repertorio di simboli, figure e personaggi della cultura popolare e devozionale. Ciascun ciondolo agisce attraverso un meccanismo di similitudine per attrarre il bene o di scongiuro per allontanare la sfortuna. Tra i numerosi soggetti possibili si ritrovano la stella per invocare un destino luminoso, la campanella come strumento scaccia-malocchio per eccellenza, la chiave per la sicurezza domestica e in omaggio a San Pietro, il cuore come augurio di un’esistenza piena d’amore e la colomba in segno di pace. Si affiancano il gallo, che ricorda l’importanza di rimanere sempre vigili, il gobbo propiziatore di fortuna, lo zampognaro come simbolo di festa e allegria pastorale, e il pesce per richiamare la vitalità. Immancabile è anche la luna, legata alla protezione di San Donato contro il “mal di luna”, ovvero l’epilessia. L’insieme di questi pendenti costituisce un microcosmo di credenze e speranze, racchiuso in un gioiello-scudo unico nel suo genere.

L’opera ritrae il medaglione dei 13 amuleti finemente dettagliato. Il pendente è collegato tramite una catena finemente incisa a una chiusura ad anello decorata a rosetta. L’intenso contrasto di luci e ombre esalta la matericità del metallo e l’aspetto magico-misterico dell’oggetto, stampato con un effetto di irradiazione su fondo scuro.

Per approfondimenti sulla tecnica utilizzata da Stefania Loreto si rimanda a:
www.stefanialoreto.com/tecnica/

Scheda tecnica

Anno

2026

Formato

50×35 cm

Carta

Canson Montval grana fine 300 g/mq

Tecnica di stampa

Calcografica da matrice incisa a puntasecca su Tetra Pak

Tiratura

10